Nell’epoca contemporanea assistiamo sempre più spesso ad un accesso precoce alla sessualità. Già nella fase della pubertà i ragazzi e le ragazze iniziano la loro attività sessuale, sia realmente sia virtualmente.
L’età media della “prima volta” si è abbassata molto rispetto a qualche anno fa e attraverso i social il sesso è diventato anche virtuale (sexting, webcam, foto ed altro).
Sembrerebbe che la sessualità finalmente sia libera da condizionamenti familiari, da divieti o sanzioni. Sembrerebbe che i ragazzi siano più a loro agio rispetto ai loro genitori nel viversi la loro sessualità.

Sembrerebbe. Infatti non è così.

Sempre più spesso ricevo in studio ragazzi e ragazze che presentano problematiche sessuali. Ragazzi intimoriti da ragazze definite “aggressive”.
Ragazze che si sentono “usate” nel loro corpo quando invece è l’amore che cercano.

Da dove hanno origine queste problematiche?

Le ragazze, oggi, come ha detto una volta un noto psicoanalista “sono molto brave a far godere ma non a far desiderare”. Ciò significa che molto spesso le ragazze sono convinte di avere, attraverso il sesso, accesso al desiderio del ragazzo, rimanendone molto spesso deluse. Davanti all’enigma del desiderio del ragazzo “che vuole?” erroneamente credono che egli le desideri perché vuole il loro corpo, la loro presenza, fisica e virtuale per poterle amare. Inizia così un surplus di immagini su Instagram, su Snapchat, su Facebook; inizia una presenza di messaggi, di whatsapp, di visualizzazioni. Immagini, parole, foto, video, dati in pasto al godimento dell’Altro per fare breccia nel desiderio, quando invece si ottiene l’effetto di turarlo, di chiuderlo, di tapparlo.

Se come disse lo psicoanalista francese Jacques Lacan “amare è dare ciò che non si ha”, cioè dare la propria mancanza, l’unico modo di far sì che l’Altro possa amarci è donargli questa mancanza e non ingozzarlo della nostra presenza.

Tale “indigestione” di presenza, di segni della presenza della ragazza è ciò che spaventa sempre più i ragazzi. Li spaventa perché non permette loro di sperimentare l’assenza. Quand’è che noi desideriamo qualcosa? Quando non l’abbiamo!

È l’assenza che suscita il desiderio e non la presenza.

I ragazzi oggi sono molto smarriti. Spesso quando li ascolto mi dicono di cercare la ragazza “seria”, la “brava” ragazza. Non la ragazza che ostenta pose sexy sui social, non la ragazza che ogni sera ha una foto con un ragazzo diverso. Queste ragazze vanno bene per il godimento, ma non vanno bene per il desiderio.

Ecco l’equivoco di fondo.

Le ragazze posano in maniera sexy per suscitare il desiderio ed invece così facendo si offrono in quanto oggetto del godimento. Perché l’oggetto del desiderio non si vede, non è tangibile, non può essere racchiuso in un’immagine o in un video.

L’oggetto del desiderio non si offre allo sguardo, ma è velato, è da scoprire.

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